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Silence is sexy

ImmagineSe n’è andata così come l’avevo conosciuta e così come si era fatta amare nei due anni di convivenza forzata: urlando da un balcone all’altro, con quella sua voce soave, come un cigno che ha fatto i gargarismi con dei cocci di vetro. Così l’inquilina del piano di sotto, in arte Maria Callas, ha annunciato il suo imminente trasloco, di cui avevo parlato tempo fa. Continua a leggere

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I giorni dell’abbandono

enjoy-the-silenceTrenta e più giorni di silenzio. In casa, perché la mia vicina è andata altrove, accompagnata dal marito potenzialmente ergastolano e dai due figli, i fratelli decibel, posseduti dal demonio. Ma di questo parleremo in un’altra sede.

Trenta giorni di silenzio anche qui, un po’ perché me lo ha chiesto la vita, un po’ perché è successo davvero troppo (Napolitano, Andreotti, il Pd che finisce il Vinavil…), un po’ perché, molto poeticamente, avevo le palle girate.

Tuttavia, nell’ultimo mese, ho preso qualche appunto su quello che è successo, che qui vi riporto fedelmente, partendo da ieri e andando a ritroso. Continua a leggere

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Misantropia funeraria

funeral party

Alzarsi la mattina, fare colazione alla buona, uscire e trovarsi di fronte a questo capolavoro assoluto. Dopo l’outlet del funerale (Serravalle di lacrime), pensavo non ci fosse più nulla che mi potesse stupire, nemmeno la gigantografia di un’urna alla stazione di Roma Ostiense, con sotto la scritta “Sei sicuro di non avere in casa uno sconosciuto?”.

E ora, con l’ultimo viaggio offerto in super economy, si completa la trilogia del buon gusto. Snack neanche a morir… a parlarne, funerale “da soli” minimal, per pochi intimi, no comitive o gruppi (misantropia funeraria). O forse si parla del prezzo?

La vera chicca però è tutta nel nome. Magnifico. Chissà che il funerale low cost non preveda la formula “andata e ritorno”, il pacchetto low coast to coast: soddisfatti o resuscitati.

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