Silence is sexy

ImmagineSe n’è andata così come l’avevo conosciuta e così come si era fatta amare nei due anni di convivenza forzata: urlando da un balcone all’altro, con quella sua voce soave, come un cigno che ha fatto i gargarismi con dei cocci di vetro. Così l’inquilina del piano di sotto, in arte Maria Callas, ha annunciato il suo imminente trasloco, di cui avevo parlato tempo fa.

Ricordo ancora come se fosse ieri il nostro primo approccio. Correva l’anno 2011, era il 2 aprile, il giorno del derby Milan-Inter che avrebbe spento, con un perentorio 3-0, le speranze (pfui) scudetto nerazzurre. Io avevo lanciato un invito planetario per vedere la partita a casa mia, a cui avevano risposto in cinque.

La partita era cominciata da un quarto d’ora, col Milan già in vantaggio, com’era giusto che fosse, quando, dal piano di sotto, con una grazia infinita, partì l’urlo: “AVETE ROTTO I COGLIONIIIIIIII”. Solo più tardi scoprii che il soave invito era rivolto in realtà ad un’altra, oscura presenza di questo stabile: il martellatore folle. L’uomo, la cui identità è tuttora segreta, che per tre mesi ha sfogato la sua passione per il bricolage in orari in cui perfino ad Arcore il sonno era calato da un pezzo. Ma questa è un’altra storia.

Maria Callas passò alla storia anche perché una mattina, con un giro vita giunto ormai al nono mese, e un piccolo demonio che scalpitava nel suo ventre, confessò parlando (urlando) al telefono con un’amica: “Sai, non lo so se ho fatto bene a fare questo bambino adesso”. In quel momento il postino le recapitò una raccomandata, che annunciava la sua candidatura d’ufficio a “Mamma dell’anno”.

Da quel parto nacque il primo dei due fratelli decibel: Damien, il figlio di Satana. Il bambino che piangeva in alta definizione, impostato sul fuso orario di Rio de Janeiro, ha animato per circa 8 mesi le mie noiosissime notti e di questo io, le mie occhiaie e ciò che rimane del mio udito gli saremo sempre grati.

Questa donna, che racchiudeva in un’unica persona la fisicità di Bombolo e dei batteri blu di Siamo fatti così, la voce aggraziata di Wanna Marchi, i capelli di De Michelis, la risata finale di “Thriller” di Michael Jackson, la vocazione pedagogica di Charles Manson. Questa donna, dicevo, fu protagonista di un episodio epico. Dopo l’ennesima lite con il suo amorevole compagno egiziano, che lanciava ripetuti insulti in un italiano che faceva economia delle vocali, il tutto condito da rumori di mobili e piatti distrutti, dopo tutto questo, Maria Callas si affacciò al balcone per gridare alla vicina, che abitava due piani sotto di lei, con la voce di chi ha appena ingoiato l’intero impianto voce di San Siro: “In questo palazzo tutti si fanno i cazzi miei. Non so come cazzo è possibile, ma sentono tutto!”.

Due mesi fa ha cambiato casa. Ma ancora mi sembra di sentire le bestemmie con cui rimproverava il piccolo Damien. Mi mancherà.

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2 thoughts on “Silence is sexy

  1. Femme Brutale ha detto:

    Ho le lacrime! ahahahahahah! Mi consoli comunque, non c’è limite al vicino peggiore.

  2. Sei veramente un genio. Ho davvero riso fino alle lacrime!

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