Archivio mensile:aprile 2013

Apocalisse felice

ApocalisseL’incertezza dilaga, è ovunque, un virus, una pandemia, roba che in confronto Berlusconi in campagna elettorale era un desaparecido.

A un mese e mezzo dalle elezioni siamo senza governo. Il Parlamento è spaccato in un numero non precisato di pezzi. Gli istant poll dicono quattro, le proiezioni 27 (di cui 12 all’interno del Pd), la questura uno. Le commissioni non partono (tutt’al più aspettano il ponte), il Movimento 5 Stelle occupa il Senato. Napolitano, spaventato dalla mancanza di un governo, nomina dieci saggi, ma si dimentica di trovare un portiere e di prenotare il campo, e così perde la partita a tavolino (ecco perché è evidente come una sua rielezione sia da evitare). In un contesto del genere, Cicchitto, dal Fuorisalone, dove è esposto come oggetto di design per il bagno, dichiara la drammatica frase: “Violante al Quirinale”. Ed è subito sera. Continua a leggere

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Magnifica presenza

ChewbaccaContinua la saga degli annunci di lavoro assurdi. Questa volta si cercano (reclutano) promoter, per presentare condizionatori di una nota azienda hi-tech/elettrodomestici. Si lavora sei giorni, dalle 9,30 alle 19. Ma perché aggiungere altro? Godetevi questo piccolo capolavoro.

“Orario 9.30-19.00

NO RIMBORSI SPESA

Profilo:
MASCHIO, bella presenza, taglia M, scarpa 42

Conoscenza: sui condizionatori”

Non apro la parentesi rimborsi spesa, perché sarebbe lunga, tediosa e, soprattutto, ho finito il Maalox (sob!). Continua a leggere

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Working class biro

Working class biroInauguro oggi questa nuova sezione del blog, dopo essere incappato nell’ennesima, vergognosa, offerta di lavoro. In questo caso si parla di inserimento (non lubrificato, vedi post su riforma del lavoro) nell’area ufficio stampa. L’eventuale contratto sarebbe “da valutarsi in base all’esperienza“. Quindi il contratto si valuta da solo? Oppure io da solo valuto se farmi un contratto o meno? Non è dato sapere. Ma, quanto meno, la prospettiva di un contratto c’è. Poi l’occhio ti casca malevolmente e colpevolmente sulla scritta “retribuzione”, che forse (forse!) potrebbe chiarire l’equivoco contratto. Nessuna retribuzione, nessun equivoco: ce l’hai ancora una volta nel culo. Continua a leggere

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